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	<title>Misteridiassisi.it &#187; Perchè Majorana</title>
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		<title>Perché Majorana</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 14:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avv. Arcangelo Papi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Età Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Perchè Majorana]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Perché Majorana Vorrei spiegare ‘perché’ in questo sito si parli anche dal “caso Majorana”. Perché farò seguire degli interventi in serie su questo “mistero italiano”. Nel 1999 uscì un saggio di Umberto Bartocci (docente ordinario di geometria all’Università di Perugia), intitolato La scomparsa di Ettore Majorana: un affare di Stato?,1 in cui si affacciava [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><b>Perché Majorana</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Vorrei spiegare ‘perché’ in questo sito si parli anche dal “caso Majorana”. Perché farò seguire degli interventi in serie su questo “mistero italiano”. Nel 1999 uscì un saggio di Umberto Bartocci (docente ordinario di geometria all’Università di Perugia), intitolato </span><span style="font-size: large;"><i>La scomparsa di Ettore Majorana: un affare di Stato?</i></span><span style="font-size: large;">,</span><a href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"><sup>1</sup></a><span style="font-size: large;"> in cui si affacciava la possibilità del caso involontario, vale a dire il rapimento o l’omicidio da parte di forze straniere.</span><a href="#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc"><sup>2</sup></a><span style="font-size: large;"> Se ciò fosse vero, Emilio Segrè, premio Nobel per la fisica nel 1959, secondo Bartocci avrebbe potuto far parte di una congiura ai danni dello scomparso. L’autobiografia di Segrè è stata pubblicata postuma.</span><a href="#sdfootnote3sym" name="sdfootnote3anc"><sup>3</sup></a><span style="font-size: large;"> Qui leggiamo sia della lettera inviatagli da Majorana da Lipsia, nel 1933, </span><a href="#sdfootnote4sym" name="sdfootnote4anc"><sup>4</sup></a><span style="font-size: large;"> che delle ‘stranezze’ del personaggio. Secondo Segrè, Majorana </span><span style="font-size: large;"><i>si buttò</i></span><span style="font-size: large;"><i>dal piroscafo</i></span><span style="font-size: large;"> durante il viaggio di ritorno da Palermo a Napoli.</span><a href="#sdfootnote5sym" name="sdfootnote5anc"><sup>5</sup></a><span style="font-size: large;"> L’ipotesi del suicidio non convince. </span><a href="#sdfootnote6sym" name="sdfootnote6anc"><sup>6</sup></a><span style="font-size: large;"> Bartoccci nel 1999 si rifaceva a due errori commessi da Erasmo Recami nelle prime edizioni: l’errore sulla data del presunto viaggio di ritorno a Napoli (posticipato di un giorno) e l’errore sulla data di consegna all’allieva Gilda Senatore di una cartella di manoscritti (anticipato di un giorno).</span><a href="#sdfootnote7sym" name="sdfootnote7anc"><sup>7</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Nella sua autobiografia (pag. 81) Emilio Segrè ricorda il periodo trascorso a Spoleto durante il servizio militare (1928, scuola allievi ufficiali), e alcune gite nei dintorni (Gubbio).</span><a href="#sdfootnote8sym" name="sdfootnote8anc"><sup>8</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Lo zio di Ettore, Quirino Majorana, grande fisico sperimentale all’Università di Bologna, </span><a href="#sdfootnote9sym" name="sdfootnote9anc"><sup>9</sup></a><span style="font-size: large;"> fece parte negli anni ‘30 come membro scientifico di una commissione ministeriale per il restauro degli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi.</span><a href="#sdfootnote10sym" name="sdfootnote10anc"><sup>10</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Il mistero della scomparsa di Majorana non avrebbe nulla a che fare con Assisi. Ma se l’uomo fotografato a bordo della nave italiana “Giovanna C.” salpata dal porto di Genova e diretta a Buenos Aires nel luglio del 1950 fosse lui, allora Assisi c’entrerebbe eccome.</span><a href="#sdfootnote11sym" name="sdfootnote11anc"><sup>11</sup></a><span style="font-size: large;"> Ovviamente, com’è chiaro, stiamo parlando di mere ipotesi, senza poter affermare nulla di concreto.</span><a href="#sdfootnote12sym" name="sdfootnote12anc"><sup>12</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Nell’ipotesi di un’eventuale presenza di Majorana in Argentina negli anni ‘50 bisognerebbe fare i conti con le ragioni che qui lo avrebbero condotto. Una ragione potrebbe essere stata quella della sua fuga in Germania. </span><a href="#sdfootnote13sym" name="sdfootnote13anc"><sup>13</sup></a><span style="font-size: large;"> In questo caso, alla fuga segreta in Germania, coperta da una messinscena, sarebbe seguito l’esodo posto bellico in Argentina, attraverso l’organizzazione “Odessa” o simili.</span><a href="#sdfootnote14sym" name="sdfootnote14anc"><sup>14</sup></a><span style="font-size: large;"> In tale contesto di aiuti e di appoggi, anche da parte del Vaticano, sono attive e presenti due figure di sacerdoti francescani, rispettivamente l’ungherese padre Edoardo Doemoeter (che nel 1944 si trovava nel Sacro Convento della Basilica di Assisi ci cui era Custode padre Beda Hess) e padre Bruno Venturelli – detto anche “fra’ minestra” – che era il parroco di San Teodoro, una parrocchia vicinissima al porto di Genova. </span><a href="#sdfootnote15sym" name="sdfootnote15anc"><sup>15</sup></a><span style="font-size: large;"> Padre Venturelli era un sacerdote francescano originario di Orvieto. </span><a href="#sdfootnote16sym" name="sdfootnote16anc"><sup>16</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Secondo Marco Dolcetta, che più volte cita padre Bruno Venturelli, sacerdoti della Chiesa cattolica, soprattutto francescani, dettero il loro aiuto a Odessa trasferendo clandestinamente i fuggiaschi da un convento all’altro, finché essi non venivano accolti dalla Caritas. Uno dei più attivi fu Alois Hudal, già vescovo di Graz. La c.d. “via dei conventi” tra l’Austria e l’Italia, sboccava a Genova, col cardinale Siri. Dal porto di Genova, muniti sotto falso nome di un passaporto provvisorio della Croce Rossa Internazionale e di un permesso di sbarco, si poteva finalmente arrivare in Argentina, dove rifarsi una vita. E’ singolare e sorprendente che Erasmo Recami e poi Salvatore Esposito</span><a href="#sdfootnote17sym" name="sdfootnote17anc"><sup>17</sup></a><span style="font-size: large;"> abbiano affacciato la fuga in Argentina, senza disporre nel 1938 di un passaporto valido per il paesi extra europei. Il </span><span style="font-size: large;"><i>forse</i></span><span style="font-size: large;"> cautelativo di Recami, circa la pista argentina, sarebbe escluso dal fatto che secondo altre fonti, però non controllate, Majorana sia salito a Napoli su un’altra nave e sia così scomparso, fuggendo però in Germania, e poi in Argentina. </span><a href="#sdfootnote18sym" name="sdfootnote18anc"><sup>18</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Per concludere questa prima ‘finestra’, va riferito che Giorgio Dragoni, nel gennaio del 1974, a Pisa, ebbe dal noto fisico </span><span style="font-size: large;"><span style="text-decoration: underline;">Gilberto Bernardini</span></span><span style="font-size: large;"> (citato in una lettera di Majorana da Lipsia nel 1933 e dopo la guerra uno dei cofondatori del Cern a Ginevra), la ‘rivelazione’ che Majorana sarebbe fuggito segretamente in Germania, ricorrendo dunque a una messinscena.</span><a href="#sdfootnote19sym" name="sdfootnote19anc"><sup>19</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Anche </span><span style="font-size: large;"><span style="text-decoration: underline;">Bruno Pontecorvo</span></span><span style="font-size: large;">, uno dei giovani fisici di via Panisperna che nel 1935 si era trasferito a Parigi da Joliot, poi fuggirà in Canada e negli Stati Uniti, infine si recherà in Inghilterra, per scomparire segretamente da Roma, nell’estate del 1950, diretto in Unione Sovietica, alla domanda che fine avesse fatto Majorana, lasciò intendere che “fuggì all’Ovest”. </span><a href="#sdfootnote20sym" name="sdfootnote20anc"><sup>20</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Le ipotesi generali sul “caso Majorana” sono e rimangono quelle della fuga (dove e per quale motivo, iniziale o sopraggiunto?), del suicidio o del delitto. Era un caso personale oppure un </span><span style="font-size: large;"><i>caso differente</i></span><span style="font-size: large;">?</span><a href="#sdfootnote21sym" name="sdfootnote21anc"><sup>21</sup></a><span style="font-size: large;"> Si trattò forse di una decisiva e clamorosa presa di distanza da tutto, abbandonando una cattedra universitaria a dir poco prestigiosa? Perché far sapere per iscritto che sarebbe ritornato subito a Napoli, ma ‘scomparendo’ non darà più notizie di sé? Veramente cercò un rifugio per esercizi spirituali presso alcuni conventi di gesuiti a Napoli, nei giorni successivi, ma senza essere accolto? Fu visto da una </span><span style="font-size: large;"><i>infermiera</i></span><span style="font-size: large;">,</span><a href="#sdfootnote22sym" name="sdfootnote22anc"><sup>22</sup></a><span style="font-size: large;"> nel centro di Napoli, vestito allo stesso modo in cui verso le ore 17 di venerdì 25 marzo aveva abbandonato l’albergo Bologna, a Napoli, senza più farvi ritorno? </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Nel 2002 pubblicai su “Episteme”, rivista diretta dal prof. U. Bartocci, un articolo intitolato “Ipotesi Klingsor”, in cui affermavo che le lettere del 1938 contenevano nel loro seno la spiegazione autentica. Di tale affermazione sono effettivamente in grado di dimostrarne la compiutezza. Per questa ragione immetterò nel mio sito web interventi successivi su questa strana faccenda. Chiarendo che subito dopo le critiche arbitrarie e non calzanti di Bartocci su quanto La Repubblica aveva pubblicato il 17 ottobre 2010, inviai allo stesso prof. Bartocci – mio primo editore – la seguente dichiarazione, effettivamente pubblicata sul web in Episteme Forum: &lt;&lt; L’avv. Arcangelo Papi (con studio legale ad Assisi, già commissario di polizia nel 1980), scopritore (anche) dell’inquietante fotografia pubblicata dal quotidiano </span><span style="font-size: large;"><i>La Repubblica</i></span><span style="font-size: large;"> (servizio di tre pagine intere), comunica ai pregiatissimi lettori e interlocutori di Episteme Forum d’essere venuto a capo della misteriosa scomparsa, come anche da intervista al </span><span style="font-size: large;"><i>Giornale dell’Umbria</i></span><span style="font-size: large;">, in data 21 ottobre 2010. Al prof. Bartocci è stato da me inviato un perspicuo documento, per ora riservato, da cui si evince che dopo tanti anni qualcuno è risuscito a risolvere il giallo &gt;&gt;. Ciò a completamento della “Ipotesi Klingsor” pubblicata nel 2002.</span><a href="#sdfootnote23sym" name="sdfootnote23anc"><sup>23</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Tra le mie ‘scoperte’ figura anche la soluzione testuale del caso Majorana, valida ovviamente solo e soltanto non oltre la data del 26 marzo 1938. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Di questa mia ‘scoperta’ ho sommariamente informato, rispettivamente: Erasmo Recami, il prof. Ettore Majorana junior, Giorgio Dragoni, Salvatore Esposito, Stefano Roncoroni (ma fu lui a ‘contattarmi’ per primo),</span><a href="#sdfootnote24sym" name="sdfootnote24anc"><sup>24</sup></a><span style="font-size: large;"> ed il prof. Francesco Guerra noto fisico teorico alla Sapienza di Roma.</span><a href="#sdfootnote25sym" name="sdfootnote25anc"><sup>25</sup></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Erasmo Recami mi rispose gentilmente, inviandomi in omaggio l’ultima edizione del suo famoso saggio.</span><a href="#sdfootnote26sym" name="sdfootnote26anc"><sup>26</sup></a><span style="font-size: large;"> Non mi hanno mai risposto E. Majorana j. e Salvatore Esposito. Col prof. Giorgio Dragoni ci fu un contatto personale immediato, con la nascita di un legame di reciproca stima e amicizia. Col prof. Umberto Bartocci, col dott. Stefano Roncoroni e col prof. Francesco Guerra c’è stato infine un fitto scambio di corrispondenza telematica. </span><a href="#sdfootnote27sym" name="sdfootnote27anc"><sup>27</sup></a><span style="font-size: large;"> La soluzione ‘autentica’ è a tavolino. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="sdfootnote1">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a> Edizioni Andromeda, Bologna, collana “La storia impossibile”. Nel sito web del prof. Bartocci, Episteme Forum, è presente una ricca sezione sul caso Majorana, aperta a contributi esterni.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a href="#sdfootnote2anc" name="sdfootnote2sym">2</a> L’immagine di cui sopra è tratta dalla trasmissione televisiva Misteri su Italia 1. La mano del conduttore Marco Berry sta indicando un confronto di volti. La didascalia accenna ai casi della fuga, del suicidio, e dell’omicidio.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><a href="#sdfootnote3anc" name="sdfootnote3sym">3</a> Autobiografia di un fisico, Bologna, 1995.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote4">
<p><a href="#sdfootnote4anc" name="sdfootnote4sym">4</a> In questa lettera erano contenuti apprezzamenti positivi sul nazismo. Segrè era ‘ebreo’. Lettera, tenuta nascosta, fu pubblicata nel 1988, a 50 anni dalla scomparsa di Majorana.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote5">
<p><a href="#sdfootnote5anc" name="sdfootnote5sym">5</a> Fu dunque una “scomparsa a bordo” (un istituto giuridico delle norme sulla navigazione), buttandosi a mare con tanto di cappello?</p>
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</div>
<div id="sdfootnote6">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote6anc" name="sdfootnote6sym">6</a> Questa ipotesi del suicidio fu ripresa da Bruno Russo: <i>Un giorno di marzo</i>, Palermo 1998, con presentazione di Maria Majorana. La storia di Ettore non sarebbe quella di un’ombra.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote7">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote7anc" name="sdfootnote7sym">7</a> Erasmo Recami, <i>Il caso Majorana</i>, Mondadori 1987 e 1991. In seguito Recami ha corretto solo il primo errore, senza una riga di spiegazione. Le date esatte sono la notte tra il 26 e il 27 marzo e venerdì 25 marzo. Va da sé che un errore essenziale di data compromette in radice ogni indagine indiziaria.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote8">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote8anc" name="sdfootnote8sym">8</a> Una gita ad Assisi non è espressamente nominata ma è presumibile che sia accaduta perché le comunicazioni con Spoleto per ferrovia erano facili e rapide, quando la visita turistica era ovviamente molto più importante e interessante, sebbene Segrè fosse di religione ebraica.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote9">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote9anc" name="sdfootnote9sym">9</a> Giorgio Dragoni, <i>Ettore e Quirino Majorana tra fisica teorica e fisica sperimentale</i>, Bologna 2008.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote10">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote10anc" name="sdfootnote10sym">10</a> Vedi Stefano Roncoroni, <i>Ettore Majorana lo scomparso</i>, Roma 2013. Saggio imponente per mole e documentazione.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote11">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote11anc" name="sdfootnote11sym">11</a> Marco Berry sta indicando il volto con occhiali scuri di un presunto Majorana, la misteriosa fotografia pubblicata con grande risalto dal quotidiano La Repubblica, domenica 17 ottobre 2010. Sono stato io a scoprire la ‘rassomiglianza’ e a segnalarla nell’estate del 2010 al prof. Giorgio Dragoni dell’Università di Bologna. Da qui l’articolo su Repubblica, che destò molto scalpore. A indicare la pista dell’Argentina era stato Erasmo Recami. La trasmissione di Marco Berry su Italia 1 risale all’undici gennaio 2011. I suoi esperti informatici non hanno sollevato obiezioni tecniche sul ‘riconoscimento’, a differenza del prof. Ettore Majorana jr.</p>
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<div id="sdfootnote12">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote12anc" name="sdfootnote12sym">12</a></p>
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</div>
<div id="sdfootnote13">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote13anc" name="sdfootnote13sym">13</a> Tale ipotesi rientra nel novero dei casi possibili. Non è la prima volta che se n’è parlato nei saggi sulla misteriosa scomparsa nel marzo del 1938 da Napoli, dove insegnava fisica teorica da appena tre mesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div id="sdfootnote14">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote14anc" name="sdfootnote14sym">14</a> L’ipotesi è accademica, sebbene le ‘tracce’ non siano inconsistenti. Le vie di fuga in America latina erano gestite da varie organizzazioni, sempre agevolate dal Vaticano. Vedi al riguardo un documento Fbi richiamato nel successivo intervento intitolato “Ipotesi Klingsor”.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote15">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote15anc" name="sdfootnote15sym">15</a> Vedi al riguardo, tra l’altro, <i>Operazione Odessa</i> di Uki Goni, Garzanti 2002, e <i>Gli spettri del</i> <i>terzo Reich</i> di Marco Dolcetta, Rizzoli 2007.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote16">
<p><a href="#sdfootnote16anc" name="sdfootnote16sym">16</a> Su don Bruno Venturelli vedi le relative voci presenti su Internet.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote17">
<p><a href="#sdfootnote17anc" name="sdfootnote17sym">17</a> <i>La cattedra vacante</i>, Napoli 2009.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote18">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote18anc" name="sdfootnote18sym">18</a> Riportato da Recami dal 2002 in poi, dopo che il prof. Francesco Guerra aveva ricevuto una lettera, nel 2000, da parte di un fisico accademico suo collega, nella quale si riportavano tali notizie, ma per sentito dire. Tale lettera non è stata mai divulgata. Secondo Stefano Roncoroni e Francesco Guerra, Majorana sarebbe morto misteriosamente nel 1939, molti mesi dopo la scomparsa. Non esiste un certificato di morte e non è stata indicata la sepoltura. Tali asserzioni sono poi in netto contrasto con i comportamenti di Maria Majorana, sorella dello scomparso, che con Recami prese parte attiva e diretta nelle ricerche in Argentina negli anni ’80. Va da sé che tutto ciò sia molto strano, se non assurdo. Assurda e non dimostrata è l’ipotesi del complotto mortale, inconciliabile con le lettere di Majorana prima di scomparire e col modo stesso di scomparsa. Ecco perché mi occupo del caso Majorana in Misteri di Assisi.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote19">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote19anc" name="sdfootnote19sym">19</a> L’idea della messinscena è una costante in Sciascia, il grande scrittore siciliano che nel 1975 si occupò del caso, in Recami, Luisa Bonolis e Salvatore Esposito. Nel 1999 Umberto Bartocci riportava la messinscena al caso di un delitto politico di cui Majorana sarebbe stato vittima (deduzione impropria, argomentata in base al fatto che manca il cadavere e che mancano successive notizie dalla Germania: come se a una fuga segreta dovessero corrispondere fatti palesi). Che Majorana potesse recarsi in Germania tranquillamente, in modo scoperto e palese, è una obiezione banale, che non tiene conto del fatto temporale (il 12 marzo era stata annessa l’Austria) e della riunione segretissima di Berlino del 6 novembre 1937, il c.d. protocollo Hossbach, in cui Hitler rivelò allo Stato maggiore tedesco i suoi piani e le sue mosse. Il 5 marzo 1938 Hitler divenne per decreto capo supremo di tutte le forze armate.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote20">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote20anc" name="sdfootnote20sym">20</a> Riportato da Piero Batignani, <i>La scomparsa di Ettore Majorana &#8211; C’è qualcuno che sa</i>, Firenze, settembre 2010, pag. 134. L’episodio avvenne in pubblico, a Firenze, al Teatro dell’Oriuolo, presente Gilberto Bernardini, il 17 marzo 1990.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote21">
<p><a href="#sdfootnote21anc" name="sdfootnote21sym">21</a> Questa espressione fu impiegata da Majorana nelle sua ultima lettera del 26 marzo 1938.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote22">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote22anc" name="sdfootnote22sym">22</a> Sarebbe la stessa <i>in</i><i><b>fermi</b></i><i>era</i> menzionata da Majorana nella lettera a casa del 22 gennaio 1938. Ettore, rientrato a Roma da Lipsia nella tarda estate del 1933, in Germania di era ammalato di una forte dispepsia gastrica, ma a Roma non ebbe mai un infermiera. La prima lettera da Napoli in data 11 gennaio è l’unica della serie che stranamente non portava la data dell’anno XVI dell’era fascista. La sua <i>era </i>stata <i>una decisione ormai inevitabile</i>, senza <i>un solo</i> <i>granello di egoismo</i>. L’ultima lettera da Palermo portava un sole all’alba (carta intestata del Grand Hotel Sole – Palermo), con due numeri di telefono in bella vista. Sarebbe rientrato all’albergo Bologna, egli scriveva, viaggiando <i>forse</i> con quello <i>stesso foglio</i>. Chi neghi la presenza di segnali o avvisi nelle lettere di Majorana non ha capito nulla del “<i>caso differente</i>” da quello di <i>una ragazza ibesniana</i>. Da tale incapacità ermeneutica ed esegetica sono derivate ipotesi aberranti come ad es. quella del delitto politico del 1938 o del “caro estinto” del 1939.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div id="sdfootnote23">
<p><a href="#sdfootnote23anc" name="sdfootnote23sym">23</a> Vedi il pezzo, riprodotto sul mio sito con note e aggiornamenti.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote24">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote24anc" name="sdfootnote24sym">24</a> Stefano Roncoroni, scrittore e autore televisivo, è un “Majorana” per parte materna. Sua nonna Elvira (1877-1944), era sorella del padre di Ettore Majorana, coniugata col Consigliere di Stato Oliviero Savini Nicci.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote25">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote25anc" name="sdfootnote25sym">25</a> Completamente infondate le proposte d’identità alternativa circa l’uomo con gli occhiali scuri fotografato nel 1950 a bordo della nave “Giovanna C.” diretta in Argentina, vale a dire Alois Brunner oppure Gustav Wagner, profilate dal prof. Guerra in un articolo del 2011, su Il Nuovo Saggiatore, rivista ufficiale della Società Italiana di Fisica. L’uomo della fotografia è alto esattamente 168 cm. Nessuno ne conosce ufficialmente l’identità. La foto originale, pubblicata da Simon Wiesenthal nel 1989, sembra misteriosamente scomparsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div id="sdfootnote26">
<p><a href="#sdfootnote26anc" name="sdfootnote26sym">26</a> Omaggio contraccambiato con una monografia sulla Basilica di Assisi.</p>
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</div>
<div id="sdfootnote27">
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote27anc" name="sdfootnote27sym">27</a> Roncoroni pubblicò nel frattempo tre articoli e un corposo saggio. Il prof. Guerra è rimasto a due articoli, ma con la promessa di un libro e forse di un film. Guerra è il Direttore attuale dell’Istituto di Edoardo Amaldi, famoso fisico di via Panisperna, autore nel 1966 del saggio biografico su Majorana pubblicato per gli Atti dell’Accademia dei Lincei. / <b>Gennaio 2014</b></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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